Ventotene, l’isola meravigliosa dove il tempo si è fermato

Si sente dire spesso che a Ventotene il tempo si sia fermato. Per chi non lo sapesse si tratta della seconda isola più importante dell’Arcipelago delle Pontine e, insieme all’isola di Ponza, è l’unica ad essere abitata durante tutto l’anno. Le restanti isolette dell’arcipelago si rianimano solamente in estate, quando i turisti partono in traghetto per le loro vacanze. Se vuoi visitarla clicca e scopri cosa vedere in un weekend a Ventotene.

Ventotene

L’unicità di Ventotene

Ventotene è in provincia di Latina e rappresenta il comune più piccolo dell’Italia Centrale. Nel comune rientra anche la minuscola isola di Santo Stefano che oggi è completamente disabitata Si tratta di una meta turistica molto amata e ambita abitata da circa seicento persone. In estate qui arrivano migliaia di turisti che sono giustamente ammaliati e attirati dai mari cristallini e dalla natura selvaggia che circonda il panorama. L’isola si estende su circa tre chilometri di costa, su due grandi frazioni: l’omonima Ventotene e Santo Stefano. Quest’ultimo è un vero e proprio paradiso naturalistico disabitato dal 1965. Qui sorgono i resti di una antica prigione ergastolana di Stato che fino agli anni sessanta del novecento ha svolto il ruolo di colonia penale.

Un fascino selvaggio e antico

Il fascino di Ventotene è dovuto all’aspetto antico e selvaggio per cui, per l’appunto, si dice spesso che qui il tempo si sia fermato. Difatti sia la natura che gli inurbamenti umani sono rimasti quasi intatti rispetto alle società che l’hanno abitata oltre due secoli fa.

L’isola è percorsa da stradine e viottoli ma l’intero centro cittadino è percorso da due strade principali che attraversano tutta l’isola. La movida è concentrata sulle coste e sulle spiaggette paradisiache che si affacciano sul mare e su cui sorgono negozi, botteghe e caratteristici ristoranti tipici.

Le rovine sono ancora ben conservate

L’intera isola è costellata di rovine appartenenti all’epoca romana e potrete ammirarle oggi così come si presentavano in passato. Difatti a Ventotene uno dei maggiori punti di interesse è il Porto incavato nella roccia di tufo ma anche la peschiera, l’acquedotto e le cisterne che ancora oggi servono a raccogliere l’acqua piovana. Difatti Ventotene non dispone di falde acquifere o sorgenti per il rifornimento idrico degli abitanti.

Spesso Ventotene è chiamata anche Isola del Vento e questo lo si deve alla sua particolare posizione in mezzo al mare, a metà strada tra Ponza e Ischia. La fitta vegetazione fatta di ginestre, palme e fichi d’India fa da cornice ad uno scenario naturale ventoso, come si intuisce dal nome. Proprio grazie a questa sua particolare posizione geografica il vento è il protagonista di una ricorrenza tradizionale durante la quale si innalzano in cielo decine di spettacolari mongolfiere annunciate da spettacolari fuochi d’artificio. La festa paesana si conclude con la processione della Barca di Santa Candida nei luoghi dove si narra che fu ritrovato il corpo della Santa protettrice.

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